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Date: 01/08/2014

Michele Gordigiani

L'opera raffigura una giovinetta di tre quarti con lo sguardo rivolto all'osservatore entro un'incorniciatura ovale. L'abito bianco lascia intravedere la pelle eburnea dell'effigiata, appena celata dalle lievi pennellate grigio perla che suggeriscono un velo che avvolge la figura, mentre la presenza degli importanti gioielli di perle e smeraldi testimoniano lo status aristocratico della giovane. Tecnicamente il dipinto si distingue per la magistrale sapienza con la quale si alterna l'impalpabile finitezza dell'incarnato con la sveltezza virtuosa nella descrizione dell'abito. A confermare che si tratti di una nobildonna, dalla difficile identificazione anagrafica nonostante la somiglianza con la Marchesa di Poggio Baldovinetti (Borsellino n.138), è l'autore Michele Gordigiani: al tempo dell'Unità d'Italia il ritrattista più prestigioso e ricercato dalle nobildonne e dalle teste coronate di tutta Europa.

Gordigiani, dopo una prima formazione di matrice purista a Firenze sulla scia di Luigi Mussini e Giovanni Duprè, si allontanò dagli insegnamenti accademici per frequentare sin dal loro esordio il gruppo dei Macchiaoli e le loro riunioni tenute al noto caffè Michelangelo. Nonostante tale simpatia il genere del ritratto non permise un effettivo coinvolgimento con le teorie della macchia – pericolosamente funambolico sarebbe stato mediare l'esigenza sintetica del realismo con le esigenze qualitative della committenza – e Gordigiani continuò la sua carriera costellata da un successo dietro l'altro. Nel 1867 vinse il Concorso Ricasoli ottenendo la commissione di un ritratto di Cesare Balbo, alla prima Esposizione Nazionale di Firenze del 1861 inviò il Ritratto di Vittorio Emanuele II (Torino, Museo del Risorgimento) e nello stesso anno consegnò il Ritratto di Camillo Benso di Cavour (Torino, Museo del Risorgimento); poi si trasferì a Parigi, dove espose anche ai Salons, e nel 1867 soggiornò a Londra dove eseguì il Ritratto della regina Vittoria e del principe consorte Alberto ed espose alla Royal Society of Arts. “Consacrato ormai pittore di re, regine e principesse delle più importanti corti d'Europa” (Borsellino p.47) Michele Gordigiani può essere considerato a buon diritto il ritrattista più noto, e più pagato, nell'Italia del secondo Ottocento. Di questo talento fuori dal comune può essere considerato esempio dimostrativo il bel Ritratto di nobildonna qui presentato sia per la data precoce -e in linea con le importanti rivoluzioni tecniche attuate negli anni '60 nella pittura italiana - sia per la piacevole spigliatezza tecnica che può far luce sulle ragioni di una carriera tanto fortunata.

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